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Web Marketing Festival 2017

Posted: 29 giugno 2017-Likes: 0-Comments: 0-Categories: web marketing-Tags: accessibilità web, legalità, sociale
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Anche quest’anno sono stata al Web Marketing Festival a Rimini, un appuntamento imperdibile per i web markettari italiani per confrontarsi sui trend di mercato e le sfide del futuro.

web marketing festival RiminiLa cosa che apprezzo in questo Festival è la progettazione dei vari momenti pensati per soddisfare le esigenze dei diversi target, o meglio delle diverse “personas” che partecipano, non solo in termini di tematiche da affrontare ma anche di mood delle giornate. Dai momenti musicali ai giocolieri e spazi per bambini, ai workshop e sale di formazione, tutto è informale, gioioso e divertente. Oltre a questo l’attenzione per il sociale, dalle raccolte fondi per varie onlus alla scelta dei temi da trattare in sala plenaria. E allora a seguire, per chi non c’era, gli spoiler delle tematiche trattate che ritengo più significative.

Si inizia con un’emozionante ricordo di Peppino Impastato, di come abbia scelto di avvalersi di un media emergente nei suoi anni, la radio indipendente, per la sua battaglia. Al giorno d’oggi avrebbe probabilmente scelto di fare video su you tube o live facebook. Lui sarebbe stato all’altezza dei nostri tempi, siamo forse noi spesso a non essere all’altezza del suo esempio, come dell’esempio di tanti altri dimenticati. Con l’infinità di possibilità che abbiamo oggi dobbiamo interrogarci sul come usare le nuove tecnologie per combattere l’illegalità: dalla mafia, alla camorra, alla ndrangheta o qualsiasi altro nome vogliamo dare a fenomeni simili, fenomeni che spesso restano senza nome. E’ questo il caso della mafia romana, che non ha ancora un nome proprio, che in sede giudiziaria non è stata ancora riconsciuta come organizzazione. E invece esiste, esiste e si dà da fare contro chi cerca di combatterla, come Federica Angeli, giornalista di Repubblica perseguitata per le sue indagini sul malaffare a Ostia e poi come unica testimone di un conflitto a fuoco intimidatorio avvenuto sotto casa sua. Federica oggi vive sotto scorta, lei è la sua famiglia, i suoi due bambini usati come arma contro di lei dai mafiosi romani, ma continua la sua battaglia anche utilizzando i social e la sua pagina facebook. E noi cosa possiamo fare per combatterla con lei? Raccontare la sua storia, e magari mettere un like alla sua pagina per testimoniare il nostro sostegno.

Altra tematica molto interessante è quella dell’accessibilità. Comunemente, quando pensiamo ad accessibilità della rete, pensiamo alla larghezza di banda, alla sua velocità, alla fibra ottica, ma qui si parla di un altro tipo di accessibilità. Il mondo della disabilità è un mondo strano, non esiste finchè non ci vieni in contatto, finchè non incontri qualcuno, una persona con cui sei costretto a relazionarti: solo allora ti rendi conto che esiste, che ci sono persone con altre esigenze e di come basterebbe poco per riuscire a soddisfarle e migliorare la loro qualità di vita. Immaginiamo il rapporto di un non vedente con internet, con la sua

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accessibilità da dispositivo mobile o desktop, quali sono le sue esigenze? Come costruire siti accessibili? Sul palco è Vincenzo La Francesca a farci vivere l’esperienza di come un non vedente utilizza le nuove tecnologie. Dal dibattito che ne segue con rappresentanti di IWA, UICI e Istituto dei Ciechi emerge il vero problema: il non pensare accessibile. Progettare un sito, un app o anche una tastiera pensando insieme alle esigenze di persone “normali” e  con disabilità non comporta costi aggiuntivi, mentre costruire senza tenerne conto e poi tentare una conversione comporta costi proibilitivi. Il design del futuro, sia esso hardware o software deve e può essere accessibile per tutti.

Poi un’intramontabile classico: come affrontare le crisi di comunicazione in rete. Si parte dal caso delle ONG sottoposte ad un attacco mediatico senza precedenti. Quindi come affrontare commenti negativi, a volte offensivi? A rispondere sono UNICEF, Save the Children, ActionAid e Medici Senza Frontiere. Le regole sono chiare, semplici e di buon senso: non far finta che il problema non esista, quindi non eliminare commenti negativi rispondere sempre, con gentilezza e trasparenza.

Dagli albori del web si è capito che non è possibile insabbiare niente, non è più come ai vecchi tempi quando basta fare qualche chiamata a gente importante per mettere le cose a tacere, oggi abbiamo un arma che ogni content o social media manager deve considerare e temere: gli screenshot. A parte gli scherzi il vantaggio di lavorare col testo scritto è che si ha il tempo di leggere, farsi prendere dalla rabbia o dallo sconforto a seconda, calmarsi, contare fino a 10 e cercare una risposta adeguata. E’ un lavoro duro e che richiede molto tempo, ma va fatto e con cura, ne va della propria reputanzione e non solo online, su questo concordano tutte le associazioni intervenute.

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